L’inganno dei dinosauri

 

di Daniel Evangelista

Nel 1806 il naturalista e pittore Charles Willson Peale disegna per la prima volta uno scheletro di un Mammut ritrovato nella contea Orange (lo stesso acquistato e importato dagli Stati Uniti d’America da Johann Jakob Kaup nel 1854), poi nel 1822 Gideon Mantell si rende responsabile di una scoperta ed eventuale identificazione dei primi fossili di denti da cui inventa (o gli viene detto di inventarsi) senza nessuna prova scientifica l’Iguanodonte, ovvero, il primo dinosauro.

Non esiste nessuno al mondo, oggi come allora, che partendo da dei denti riesca a

Denti fossili Gideon Mantell
Denti fossili Gideon Mantell

ricostruire un intero individuo organico e guardando meglio alcuni dettagli della storia che sto’ per raccontarvi e che ancora sto’ arricchendo con nuove letture e studi, mi sembra di capire che le cose abbiano preso una piega diversa partendo da un uomo solo, o meglio, da colui che si è preso la briga di apparire eventualmente come tale: Richard Owen.

Richard Owen.
Richard Owen.

Probabilmente abbiamo a che fare con un truffatore che anche se scoperto tale, invece di essere smascherato, ha trovato complicità nel suo malaffare per scopi a lui forse sconosciuti ma che gli permettevano di avere quella notorietà e ritorno finanziario atto a difendere e perpetrare come poi vedremo ulteriormente, la sua originaria mistificazione.

Richard Owen sapeva bene che una manciata di studiosi avrebbe potuto metter fine ai suoi sogni di gloria e fortuna, per questo si prolisse molto affinché questo non succedesse mai, e sappiamo anche come in alcuni casi Richard operava queste azioni:

Un giorno Darwin che aveva frequentato un anno dopo la sua stessa Università di Edimburgo, spedii a Owen il suo libro “Origine delle specie”, dove Darwin divenne famoso con una sua teoria (tra l’altro oggi ampiamente dimostratasi falsa e ancora insegnata a scuola, ma non andiamo fuori tema avremo modo di parlare anche di questo in un prossimo futuro); Owen scrisse all’autore congratulandosi del lavoro svolto anche se non condividesse la sua idea di mettere l’uomo allo stesso livello delle bestie, però, quello che fece, fu di scrivere in forma anonima un articolo che gettava discredito alla sua teoria scrivendo anche che Darwin non aveva tenuto conto delle teorie di Owen sugli archetipi che si trasformano per volere divino. Insomma questo personaggio oltre a screditare la figura di Darwin, a torto o ragione, ne cerca di cavalcarne il successo ponendo come suo pari nel contesto se stesso.

Un altra azione degna di lode a questo lestofante è stata quella di aver reso accessibili a tutti i comuni mortali i musei, prima destinati solo agli studiosi, a lui si deve il fatto che proprio nel National History Museum apparirono i primi commenti vicino ai reperti per spiegare al pubblico cosa si stesse guardando, ma la sua azione probabilmente non doveva essere tanto filantropica all’origine, sapeva che se una bugia è creduta da una massa quella bugia diventa difficile da soverchiare, tutti nel museo nazionale di storia naturale potevano vedere e credere ai lavori di Owen rendendolo inscalfibile alle critiche come quelle mossegli da Thomas Huxley.

Gli errori da attribuire oggi a Owen sono molti e forse il più eclatante é il lavoro del 1863 appartenente alla scoperta del primo volatile che lo stesso Owen pubblicò in quell’anno, il reperto riesaminato nel 1954 rende noto come Owen avesse studiato il reperto girandolo da capoverso , tralasciando una caratteristica importante, lo sterno, che essendo piatto impediva a quell’essere di volare ma al massimo di planare (a mo’ di gallina) e che la scatola cranica era come quella di un rettile.

Un altro errore lo compie dichiarando la scoperta dell’impronta fossile gigante più vecchia del mondo, la Proticnite del periodo cambriano datata poi 500 milioni di anni fa’ circa, risultò essere il fossile di un specie diversa simile a una cicala di mare dei nostri tempi.

Nel 1834 divenne membro della Royal Society e nel 1858 divenne presidente della British Association for the Advancement of Science. La sua fama di scienziato è legata ai suoi studi sui fossili, in particolare sui rettili; a lui si deve la precisa identificazione dei dinosauri, a cui attribuisce anche il termine (Dinosauria, dal greco δεινός, terribile e σαῦρος, lucertola), coniando anche altri nuovi termini scientifici come “omologia”.

Ma andiamo avanti e vediamo come si inizi a cavalcare l’onda di Owen.

Hadrosaurus Lithograph
Ossa di Hadrosaurus Foulkii

Nel 1838 in una cava William Hopkins ritrova delle ossa che tiene in casa per vent’anni prima che William Parker Foulke se ne interessa e impossessa mostrandole a Joseph Leidy che attraverso una manciata di ossa incomplete (ossa delle zampe, la pelvi, parte dei piedi, ventotto vertebre, otto denti e piccoli pezzi di mascella), dichiara così di scoprire il primo dinosauro americano, il Hadrosaurus Foulkii, in quello stesso anno e ad una velocità sospetta. Lo scheletro del dinosauro, viene poi ricostruito con il gesso e un buon lavoro di fantasia che sappiamo oggi essere impossibile con i pochi ritrovamenti ottenuti.

Ricostruzione Hadrosaurus Foulkii
Ricostruzione di Hadrosaurus Foulkii

Ma oggi con tutta la nostra tecnica e tecnologia perché non riusciamo a capire cosa stia succedendo davvero?

Lo sapevate che per datare l’osso di un dinosauro generalmente non si fa un esame sull’osso stesso al carbonio 14, perché anche usando le macchine e tecniche più sofisticate si potrebbe datare un frammento organico sino a 70.000 anni fa. Quindi come nasce la sua stima? Semplice, è sufficiente stabilire la data in base al substrato di terreno in cui è stato rinvenuto quell’osso. Quindi se io volessi nascondere un falso fossile mi basterebbe nasconderlo alla profondità giusta e forse sono diventati alquanto bravi nel farlo.

Risulta poi stranissimo come dando un occhiata alla scala geologica dell’evoluzione delle specie con annessa i ritrovamenti fossili ad un certo punto spuntino dal nulla senza una linea naturale con il passato, dei dinosauri di cinquanta tonnellate. Come se una vongola potesse diventare in 200 milioni di anni un ippopotamo senza lasciare traccia di questo passaggio evoluzionistico.

Scala geologica
Scala geologica

Detto questo, e solo in relazione al non esser prolisso che non aggiungo altri esempi, vediamo il perché o almeno uno dei perché ancora oggi si protrae abilmente questo scellerato teatrino: soldi, un mare incredibile di soldi, sapete quanto vale un osso di dinosauro? Ma mi si potrebbe dire che al giorno d’oggi ci sono migliaia di esperti che potrebbero comprovarne la loro non autenticità; è vero ma prima un museo dovrebbe approvarti lo studio e se non sei del club non te lo sognare nemmeno, poi chi ne determina l’autenticità non è mai un gruppo di fisici e chimici indipendenti ma bensì un gruppo di paleontologi pagati spesso da qualche associazione eccetera, un po’ come quando un gruppo di medici pagati dall’associazione del tabacco studiasse se lo stesso possa essere dannoso alla salute o no. Ma è solo una questione di tempo così come lo è stato per il tabacco e la verità verrà fuori, ci sono vere e proprie fabbriche di ossa in alcuni paesi e basta anche vedere in che paesi la maggior parte di ritrovamenti ha luogo per capire di quali paesi stiamo parlando.

I paleontologi studiano, o meglio, ricevono un diploma o una laurea per aver diligentemente ripetuto bene quello che i libri a cui sono sottoposti citano, il resto vien da sé. Quando un paleontologo si esprime contro il sistema perché ha fatto una scoperta contraria al dogma cosa succede? La stessa cosa che succede a tutti quegli scienziati che vanno contro agli interessi di chi controlla, si fanno tacere in molti modi come ben sappiamo, deridendoli e non facendoli più lavorare, oppure raramente quando non si può fare altrimenti queste persone muoiono in circostanze così strane che bruciano ogni casistica rispetto alle morti di chi invece questo “status quo” di cose le persegue.

La cosa strana è che vedo gente cattolica, che quindi crede nella bibbia, credere anche ai dinosauri, è il massimo del condizionamento mentale, sarebbe come accettare di credere d’essere un lupo ed un agnello allo stesso tempo (ma non andiamo fuori tema, avremo modo di parlare anche di questo in futuro).

Grazie.